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Sesta puntata

Cementificazione,sostenibilità della crescita, sabbia, vetro

Vecchi e nuovi modelli di sviluppo
 

La popolazione terrestre aumenta, consuma risorse e produce rifiuti. Oggi (2016) siamo 7,4 miliardi e cresciamo di circa 200 mila al giorno: nessun ragionamento su crescita economica, sostenibilità ambientale, uso di energia, di suolo.... può prescindere da questo dato, al punto che ormai l'era in cui viviamo è chiamata Antropocene, per sottolineare il ruolo dell'uomo come forza in grado di modificare pesantemente l'ambiente in cui vive.

 

Informazioni e aggiornamenti sulla popolazione mondiale: www.populationmedia.org

 

Contatore della popolazione USA e globale: http://www.census.gov/popclock/

 

Definizione di Antropocene: https://it.wikipedia.org/wiki/Antropocene

 

Continuando a puntare su una crescita economica quantitativa e materiale, le risorse naturali del nostro pianeta non saranno più sufficienti, le scorie che produciamo ci sommergeranno e i danni ai processi naturali che ci sostengono saranno irreversibili.

 

L'inurbamento pone inoltre il problema di un equilibrato uso del territorio.

Nel mondo la popolazione urbana ha eguagliato quella rurale intorno al 2006: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Percentage_of_World_Population_Urban_Rural.PNG

 

Nel Sud-Est asiatico si concentrano le cinque più grandi megalopoli al mondo,
con oltre 20 milioni di abitanti ciascuna.

 

Dunque le città crescono, spesso disordinatamente, a spese delle campagne, i cui suoli – formatisi in migliaia di anni - sono minacciati da artificializzazione e cementificazione.


Alcuni siti sul mondo dei suoli e della loro protezione:

 

International Union of Soil Sciences: www.iuss.org

 

Associazione Italiana Pedologi: http://www.aip-suoli.it/

 

Società Italiana della Scienza del Suolo: http://www.scienzadelsuolo.org/

 

Campagna nazionale “Stop al Consumo di territorio”: http://www.stopalconsumoditerritorio.it

 

Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio: http://www.salviamoilpaesaggio.it


Centro di ricerca sui consumi di suolo (CRCS): http://consumosuolo.org/

 

Rapporto ISPRA sul consumo di suolo in Italia:

http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-consumo-di-suolo-in-italia-edizione-2015

 

Per alimentare la produzione di cemento servono enormi quantità di sabbia, una risorsa che sembrava pressoché inesauribile, e che invece sta mostrando i primi segni di scarsità, con conflitti, malaffare e squilibri ambientali nelle zone di prelievo (soprattutto in India):

 

https://en.wikipedia.org/wiki/Sand_mining

 

http://intpolicydigest.org/2015/04/19/illegal-sand-mining-is-a-thing-and-it-s-a-problem/

 

http://www.independent.co.uk/news/world/asia/indias-illegal-sand-mining-trade-has-claimed-hundreds-of-lives-in-recent-years-posing-threat-to-the-10341321.html

 

http://www.newindianexpress.com/states/andhra_pradesh/Protected-by-Politicos-Sand-Mafia-Continues-to-Run-Riot/2015/08/04/article2956315.ece

 

Risorse e (in)sostenibilità della crescita

 

Ancora per troppi politici ed economisti l'obiettivo è la crescita... Devono crescere l'economia, le nostre città, e di conseguenza il nostro bisogno di energia e materie prime. 

Il paradigma della crescita infinita non può durare, dobbiamo iniziare a vedere il mondo sotto un'altra prospettiva.

 

Il sito ufficiale della giornalista e attivista canadese Naomi Klein, dedita ai temi della (in)sostenibilità dell'economia rispetto ad ambiente e clima: http://www.naomiklein.org

 

Uno dei primi punti da cui partire per una revisione di questo modello riguarda gli indicatori con cui valutiamo le nostre società, come il Prodotto Interno Lordo (PIL): davvero è l'unico parametro che dobbiamo prendere in considerazione per costruire il nostro futuro?

 

Il BES (Benessere Equo e Sostenibile), indice sviluppato dall'ISTAT e dal CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro), prende in considerazione non solo gli aspetti meramente economici, ma un insieme di 12 indicatori socio-sanitari-ambientali (salute, istruzione, relazioni sociali... fino alla qualità dei servizi e al paesaggio).

https://it.wikipedia.org/wiki/Benessere_equo_e_sostenibile

 

Rapporto ISTAT sul BES in Italia (2015): http://www.istat.it/it/archivio/175169

 

Articoli su ambiente, risorse e resilienza di Johan Rockström: http://www.stockholmresilience.org/21/contact/staff/1-16-2008-rockstrom/news.html

http://www.stockholmresilience.org/21/research/research-programmes/planetary-boundaries.html

https://www.ted.com/speakers/johan_rockstrom

 

Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile: http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/

 

Il Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei: http://www.clubofrome.org/

 

International Institute for Sustainable Development: http://www.iisd.org/

 

Movimento italiano per la Decrescita felice: http://decrescitafelice.it/

 

Associazione per la Decrescita: http://decrescita.it

 


Il Tirolo (Austria) è una regione alpina all'avanguardia per sostenibilità, programmazione a lungo termine delle politiche energetiche e ambientali e qualità della vita.


Gestione dell'energia e politiche energetiche sostenibili in Tirolo: http://energie-tirol.at/

 






Programma per il raggiungimento dell'autonomia energetica in Tirolo entro il 2050, tramite fonti rinnovabili: http://www.tirol2050.at







Il Costarica, in America Centrale, è divenuto – almeno nell'ambito dei Paesi emergenti - un modello nella salvaguardia ambientale, la riforestazione e la riduzione dell'uso dei combustibili fossili, tanto che oggi è all'avanguardia nella produzione elettrica da fonti rinnovabili (prossima al 100%).

http://phys.org/news/2015-12-costa-rica-renewable-energy.html

http://www.forestepersempre.org/web/Costarica/costarica.htm

 

Restano tuttavia margini di miglioramento economico-ambientale, come si spiega in questo rapporto dell'ODI (Overseas Development Institute):
http://www.odi.org/sites/odi.org.uk/files/odi-assets/publications-opinion-files/9997.pdf

 

Il Costarica è un paese piccolo (circa 5 milioni di abitanti), le cui soluzioni difficilmente potrebbero essere applicate in paesi come la Cina o l'India, ma spesso i grandi problemi si risolvono facendo il primo passo da scelte individuali, che possono sembrare modestissime, tuttavia in realtà sono significative e importanti. Come accade anche in Vallarsa (Trentino) con progetti per la riqualificazione della montagna abbandonata:

 

Festival letterario-culturale della montagna “Tra le rocce e il cielo”: http://www.tralerocceeilcielo.it

 

Il Comune di Vallarsa tutela agricoltura e allevamento a basso impatto:

http://www.liberidicoltivare.it/agricoltura-sostenibile/case-study-il-progetto-vallarsa/

 

Museo Etnografico della Vallarsa: http://www.museovallarsa.it/

 

Accademia della Montagna del Trentino: http://www.accademiamontagna.tn.it/

 

Pro Loco Vallarsa: www.prolocovallarsa.it

 

Il riciclo del vetro

 

Consorzio di recupero del vetro: http://www.coreve.it

 

Dati sul riciclo del vetro in Italia: http://www.assovetro.it/pagina.php?art=25

 

The European Container Glass Federation: http://www.feve.org/

 

 

Consigli di lettura

 

Johan Rockström, Mathias Klum

Grande mondo, piccolo pianeta.

(2015, Edizioni Ambiente)

Recentissima guida a un nuovo paradigma economico e sociale sostenibile entro i confini del nostro “piccolo pianeta”.

http://www.edizioniambiente.it/libri/1092/grande-mondo-piccolo-pianeta/

 



 

 

 

 




Naomi Klein 

“Una rivoluzione ci salverà.

Perché il capitalismo non è sostenibile.”

(2015, Rizzoli)

http://www.rizzoli.eu/libri/una-rivoluzione-ci-salvera/

 

Il capitalismo non è più sostenibile. A meno di cambiamenti radicali nel modo in cui la popolazione mondiale vive, produce e gestisce le proprie attività economiche – con i consumi e le emissioni aumentati vertiginosamente – non c’è modo di evitare il peggio.
Cosa fare allora?






Donella e Dennis Meadows, Jorgen Randers  

“I nuovi limiti dello sviluppo”

(2006, Mondadori)

http://www.librimondadori.it/libri/i-nuovi-limiti-dello-sviluppo-donella-meadows-dennis-meadows-jorgen-randers

 

Gli stessi autori del 1972 propongono un'edizione aggiornata del celebre rapporto “I limiti dello sviluppo” commissionato dal Club di Roma al MIT di Boston. Allora, grazie a modelli al calcolatore, per la prima volta dimostrarono le conseguenze negative della crescita incontrollata su un pianeta dalle risorse non infinite. Le cose stanno andando come previsto e ora, con strumenti e dati ben maggiori, questi scienziati rilanciano il loro grido d'allarme.

 





Jorgen Randers 

“2052. Scenari globali per i prossimi quarant'anni”

(2013, Edizioni Ambiente)

http://www.edizioniambiente.it/libri/873/2052/

 

A quarant'anni dalla prima edizione del rapporto “I limiti dello sviluppo”, uno dei coautori fa il punto su quanto è accaduto nel frattempo agli ecosistemi e alla società umana, e prova a delineare scenari di futuro globale fino al 2052.

 

 




 

Johan Rockström, Anders Wijkman 

“Natura in bancarotta”

(2014, Edizioni Ambiente)

http://www.edizioniambiente.it/libri/1032/natura-in-bancarotta/

 

La pressione delle attività umane sul nostro pianeta ha raggiunto un’intensità tale da rendere possibili cambiamenti ambientali improvvisi e potenzialmente catastrofici. Gli autori individuano i nove sistemi che consentono al nostro pianeta di funzionare e sostentarci, e per ognuno propongono un “confine” da non superare se non vogliamo innescare retroazioni pericolose. Purtroppo abbiamo già superato tre di questi confini...

 







Ugo Bardi

La Terra svuotata. Il futuro dell'uomo
dopo l'esaurimento dei minerali”

(2011, Editori Riuniti)

http://www.editoririuniti.it/libri/la-terra-svuotata.php

 

Abbiamo ancora tante cose da scavare e tanto petrolio da estrarre ma, in tempi non lunghissimi, ci troveremo di fronte al limite della capacità umana di sfruttare il nostro pianeta per le sue risorse minerali. Sarà la “fine del popolo dei minatori” che ci porterà a percorrere strade nuove e sconosciute per tenere in piedi la nostra civiltà.

 











Paolo Pileri

“Che cosa c'è sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo”

(nuova edizione 2016, Ed. Altraeconomia)

Che cosa c’è sotto i nostri piedi? Questo libro spiega che cos’è il suolo e perché dobbiamo difenderlo. Perchè il suolo è bello. Perché è una risorsa straordinaria e non rinnovabile (per generare 2,5 centimetri di suolo ci vogliono 500 anni!). Perché è un bene comune che ci nutre, ci sostiene, ci fa respirare. Perché oggi non solo viene calpestato, ma “consumato”e distrutto per sempre.

http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=309

 














Paola Bonora

“Fermiamo il consumo di suolo”

(2015, Ed. Il Mulino)

https://www.mulino.it/isbn/9788815257864

Cosa intendiamo con consumo di suolo? Un prodotto della finanziarizzazione immobiliare e della rendita, di una pianificazione territoriale debole e compromessa, di ambiguità legislativa, e in più di speculazione, corruzione, opere inutili. Che significa disordine insediativo, invasione delle campagne, degrado paesaggistico e idrogeologico, incuria, ossia dissipazione dei patrimoni collettivi.

 

 







 



Gabriella Corona

“Breve storia dell'ambiente in Italia”

(2015, Ed. Il Mulino)

https://www.mulino.it/isbn/9788815257178 

 

Il libro delinea le trasformazioni degli assetti ambientali in Italia e il modo in cui si sono intrecciate ai più generali mutamenti economici, politici e sociali. Uno scenario che negli ultimi decenni ha visto l’accentuarsi di fenomeni come il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo, il peggioramento della qualità della vita nelle città, la scomparsa di aree di pregio, le emergenze legate ai rifiuti, l’inquinamento marino e atmosferico. Molti problemi sono legati alle caratteristiche geomorfologiche del paese, ma è vero che sulla situazione italiana gravano scelte discutibili compiute dalle classi dirigenti dell’Italia unita. 

 

 





 
 


Gunter Pauli

“Blue Economy 2.0”

(2015, Edizioni Ambiente)

http://www.edizioniambiente.it/libri/1091/blue-economy-2-0/

 

L’umanità spreca troppa energia e materie prime, e nel farlo emette troppi gas serra. Il principale responsabile è il modello economico dominante, basato su una logica di incremento dei consumi. Serve una svolta, e questa può arrivare dalla “blue economy” teorizzata e applicata da Gunter Pauli, centrata sull’imitazione degli ecosistemi e la circolarità dei flussi di materia.

 











Tim Jackson

“Prosperità senza crescita”

(2011, Edizioni Ambiente)

http://www.edizioniambiente.it/libri/572/prosperita-senza-crescita/

 

Una quantità di studi dimostra che nei paesi sviluppati la crescita a ogni costo porta a una maggiore infelicità e a livelli pericolosi di disuguaglianza. E gli ecosistemi che consentono alle nostre economie di funzionare stanno collassando sotto il peso dell’ “iper consumismo”. Prosperità senza crescita delinea una proposta concreta di economia sostenibile, l’unica che consentirebbe alle società umane di svilupparsi nel rispetto dei limiti ecologici del pianeta su cui viviamo.

 

 

 

 

 

 


Beppe Croce, Stefano Ciafani, Luca Lazzeri

“Bioeconomia. La chimica verde e la rinascita di un’eccellenza italiana”

(2015, Edizioni Ambiente)

http://www.edizioniambiente.it/libri/1066/bioeconomia/

 

Il passaggio dalla petrolchimica a processi produttivi che utilizzano materie prime vegetali, peraltro potenzialmente non esauribili, con produzione di biopolimeri, biocarburanti, biolubrificanti... può favorire minore inquinamento, maggiore sostenibilità e integrazione dell'economia nel territorio.

 












Pavan Sukhdev

“Corporation 2020”

(2015, Edizioni Ambiente)

http://www.edizioniambiente.it/libri/1076/corporation-2020/


L'attuale modello economico vacilla, è esposto al rischio di recessione, crea disoccupazione, allarga le diseguaglianze e depreda gli ecosistemi. Occorre cambiare con urgenza il modo in cui funziona, ma per farlo è indispensabile partire dai suoi attori principali, le aziende.

 

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