La Scala Mercalli ambientale

Abbiamo voluto adattare la Scala Mercalli sismologica, ideata dal vulcanologo Giuseppe Mercalli e pubblicata nel 1902, ai problemi ambientali di oggi.

Ovviamente è solo un gioco, per fissare le idee e attirare l’attenzione su argomenti spesso poco noti. Ma per farlo abbiamo cercato comunque di attenerci il più possibile alle priorità assegnate ai diversi processi naturali dai lavori di Johan Rockstrom (2009) e di William Steffen (2014) sui “confini planetari sicuri” (Planetary boudaries – a safe operating space for humanity).

 

Ecco dunque la scala:

 

La gerarchia della criticità contempla ai valori massimi i problemi più gravi – la perdita di biodiversità, alla quale è stato assegnato il grado 12, lo squilibrio nei cicli dei nutrienti (azoto e fosforo) con il grado 11 e il cambiamento climatico antropogenico con il decimo, considerati come processi già in atto, estesi alla scala globale, pericolosamente al di fuori dei limiti di sicurezza e talora irreversibili (come l’estinzione delle specie nell’ambito della perdita di biodiversità).

Alcuni problemi come il buco dell’ozono occupano un grado più basso (6) in quanto pur essendo globali sono in parziale via di soluzione, in questo caso grazie al protocollo di Montreal che nel 1987 ha messo al bando i clorofluorocarburi, gas utilizzati fino ad allora nei frigoriferi e nelle bombolette spray, responsabili della distruzione dell’ozono stratosferico.

Infine ai gradi più bassi sono stati collocati problemi non certo trascurabili o meno importanti, ma che hanno un carattere più locale e soprattutto interamente nelle mani delle scelte della comunità umana: al grado 1 le scorie radioattive, che rappresentano certamente una preoccupazione, ma sono limitate in quantità e in determinate zone del pianeta e la cui produzione dipende esclusivamente da una scelta tecnico-politica. Oppure lo spreco energetico (grado 2) e la sovrappopolazione (3), problematiche certamente gravi, ma nuovamente del tutto gestibili con scelte relativamente semplici da parte dell’umanità.

Mentre sui gradi più elevati la scala è più aderente alle proposte dei lavori scientifici sui limiti planetari, per i gradi più bassi la scelta è stata più soggettiva, riguarda per certi versi dei sottoinsiemi dei problemi precedenti (ad esempio, le scorie radioattive potrebbero rientrare nel più vasto ambito dell’inquinamento al grado 4, lo spreco energetico influisce direttamente sul cambiamento climatico al grado 10…) ed è dettata meramente da esigenze di narrazione televisiva.

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